giovedì 31 gennaio 2013

Dalla festa pagana di Imbolc alla Candelora cristiana

Siamo al culmine dell’inverno! In questo periodo la stagione ha iniziato già il suo lento mutamento. Le giornate pian piano si allungano e per gli antichi popoli questo era il momento più difficile da superare poiché le riserve alimentari accumulate con l’inverno iniziavano a scarseggiare.



In questo periodo di “mezzo” tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera, nelle tribù Celtiche era il tempo della celebrazione della festa di Imbolc (solitamente il 1° febbraio) che in irlandese significa “in grembo” in riferimento alla gravidanza delle pecore, oppure Oimelc che sta per "latte ovino", a indicare che in origine si trattava di una festa legata alle pecore da latte indispensabili al nutrimento delle popolazioni costrette a sopravvivere alla morsa del freddo.

La Ruota dell'anno
Come le altre celebrazioni celtiche, Imbolc è una festa in cui l’elemento essenziale è il fuoco considerato “luce” poiché la festa richiama la luce ‘crescente’ delle ore del giorno che in questo periodo la natura inizia ad offrire in misura maggiore. La tradizione oggi vuole che per celebrare la festa si accendono fuochi, lumi e candele mentre negli antichi popoli le donne nei villaggi si radunavano per celebrare insieme la Dea della Luce la sera della vigilia (per i Celti il giorno nuovo cominciava con l’imbrunire). 
In epoca cristiana la festa di Imbolc venne equiparata alla Candelora e poiché la festa pagana era sotto gli auspici della dea Brígit, si trasformò nella ricorrenza di Santa Brigida.
Brigit fu la Dea più importante per i Celti, fu badessa di Kildare l’abbazia da lei fondata nel 470 e divenuta uno dei monasteri più prestigiosi d'Irlanda famoso in tutta l'Europa cristiana. Brigit era la patrona dei poeti e dei guaritori, dei druidi, dei guerrieri e degli artigiani in particolare dei fabbri. 

St. Brigid’s Cathedral, Kildare, Ireland

La figura della Dama del Lago nel ciclo di Re Artù probabilmente è ispirata a Brigid.
Si racconta che nel monastero di Kildare un fuoco in suo onore era mantenuto accesso da diciannove monache che a turno vegliavano per un’intera giornata affinché non si spegnesse. Il ventesimo giorno si diceva fosse la dea stessa a mantenere il fuoco acceso.  La riforma protestante di Enrico VIII pose fine a questa tradizione.
La tradizione irlandese prevede la preparazione delle croci di Brigit fatte con giunchi e rametti racchiusi un cerchi che richiama la figura della ruota solare mentre si bruciano le croci preparate l’anno precedente e fino a questo momento conservate.

Croce di Santa Brigida
Imbolc è anche una festa di purificazione e a Brigit, sono state dedicate molte fonti sacre taumaturgiche che legano la sua sacralità sia all’acqua che all'elemento fuoco, inteso non solo quello fisico ma anche il fuoco della vita e dell'ispirazione.
L’elemento purificatore della festa lo ritroviamo successivamente nella festa della Candelora cristiana con processioni e benedizioni di candele per gli altari detta anche della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.


Presentazione di Gesù al tempio e Purificazione di Maria Santissima
Giotto, Cappella degli Scrovegni, Padova



Nel periodo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio. Nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna e il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”. 
Un antico proverbio popolare recita cosi:

"Per la santa Candelora
se nevica o se plora dell'inverno siamo fora;
ma se c'è sole o solicello
 siamo sempre a mezzo inverno"


In Gran Bretagna nella notte di Candelora molte persone usano mettere delle candele accese alle finestre di casa recitando questo proverbio: 
"If Candlemas Day be fair and bright
Winter will have another fight
If Candlemas Day bring clouds and rain
Winter is gone and won’t come again"


Curiosità:
- La Candelora è chiamata anche "Giorno dell'orso" poichè pare che in questo particolare giorno, l'orso si sveglierebbe dal letargo e uscirebbe fuori dalla sua tana per vedere come e' il tempo e valutare se sia o meno il caso di mettere il naso fuori!


- Negli Stati Uniti e nel Canada, il Candlemas Day è anche il "Groundhog Day" ovvero il "Giorno della Marmotta": Si osserva un rifugio e se l'animale emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, vuol dire che l’inverno terminerà presto. Se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l’inverno continuerà per altre sei settimane !!
- In Francia, la Candelora (Chandeleur) è conosciuta soprattutto per essere il giorno della preparazione delle deliziose crêpes!

venerdì 25 gennaio 2013

'Pride and Prejudice' Readathon

Pride & Prejudice, Keira Knightley, 2005

Lettrici, lettori e appassionati della 'nostra' amata Jane siete pronti per le celebrazioni di lunedì prossimo? 
Il Jane Austen Centre di Bath ospiterà lunedì 28 gennaio una maratona letteraria che sarà trasmessa via internet in broadcast in tutto il mondo per celebrare il bicentenario di 'Orgoglio e Pregiudizio'!
Il libro sarà letto integralmente nel corso di dodici ore da autori, politici, musicisti, olimpionici, bambini delle scuole e personalità in brevi passaggi di 10 minuti ciascuno! 
Il 'Readathon' sarà il primo di una serie di eventi speciali che il Jane Austen Centre terrà a Bath per celebrare il bicentenario di 'Orgoglio e Pregiudizio'.
Per connettervi al sito cliccate su:
Io ci sarò..non vedo l'ora...:):)

sabato 19 gennaio 2013

Robert Burns, un omaggio al bardo scozzese

Molti dei miei post nascono dall'interesse per le tradizioni. Feste e celebrazioni mi incuriosiscono, e spesso mi piace approfondire per saperne di più. Mi sorprendo spesso durante la lettura delle antiche gesta di vari popoli e mi piace esplorare il legame profondo delle gesta del popolo e la tradizione storico letteraria. 

Senza fare troppa retorica, ma in un’epoca come la nostra, ritornare alle cose di una volta forse può farci sentire meno stressati, più genuini e forse con qualche ideale in più nel cassetto!

Robert Burn
Oggi in questo post vi scrivo di Robert Burns un poeta che la Scozia, il suo paese nativo, celebra ogni anno in occasione della ricorrenza della sua nascita avvenuta il 25 gennaio ad Alloway, in Ayrshire,  nel 1759. 
Figlio di un mezzadro perseguitato dalla sfortuna economica, Burn fu un autore molto discusso che scrisse componimenti satirici, politici, poesie e tantissime canzoni. 
La sua opera di creatore di canzoni rappresenta una fusione unica di studio dell'antico e di creazione originale. Diede forma vita  e spirito nuovi alla canzone popolare scozzese. 
Molti testi non furono attribuiti alla sua persona ma di sicuro egli influenzò grandissimi artisti tra i quali William Butler Yeats.  
La vita e le opere di questo bardo scozzese sono celebrate con recite ed omaggi durante la Burns Supper una cena conviviale in cui i commensali ricordano colui che ha aiutato a mettere per iscritto l'identità di una nazione mangiando Haggis il piatto tipico tradizionale scozzese e bevendo wishky (ovviamente scozzese), recitando i suoi versi e le sue poesie, cantando le sue canzoni!
Ma perché questa cena?
Nella sua breve vita Burns (mori a soli 37 anni) fece una grande impressione a molte persone in Scozia, quindi era naturale molti vollero segnare la sua vita e le opere con una sorta di celebrazione. 
La prima cena in suo onore fu nella sua città Alloway ad opera di un gruppo di suoi amici e conoscenti che si riunirono per onorare la sua memoria, non a gennaio, ma nel mese di luglio in occasione del quinto anniversario della sua morte.
Pian piano poi la tradizione è cresciuta in maniera formale ed informale e ogni anno il 25 gennaio le Burns Supper vengono organizzate da scozzesi in tutto il mondo.


Burn Cottage, Alloway

La portata principale della cena è l’haggis (un tradizionale piatto scozzese a base uno stomaco di pecora riempito dalle interiora dell'animale accompagnato da neeps and tatties, ovvero rape e patate) celebrato da Burns stesso in Address to Haggis. Il pasto è accompagnato con ottimo whisky scozzese, musica e naturalmente la recitazione delle sue opere. 


Nelle cene più raffinate, l'haggis viene portato in tavola dalla Pussy Nancy, una giovane in abito tradizionale accompagnata da un suonatore di cornamusa; uno dei convitati rivolge all'haggis un discorso per poi tagliarlo con il coltello che è parte integrante dell'abito tradizionale maschile.

Tutto ciò è seguito da uno dei rinomati pudding o trifles, generalmente inzuppati di sherry, da un caffè e da un goccio di whisky accompagnato da quadretti di Scottish Tablet, un friabile tipo di mou la cui ricetta viene tramandata dalla tradizione.

La Burns Supper ha un rituale ben definto e la nomina di un ‘presidente’ ne garantisce la giusta conduzione, presenta gli ospiti, assegna le letture e alcune osservazioni iniziali. 

La cena viene aperta con le parole della Selkirk Grace ("Ringraziamento di Selkirk") che recita così:
(EN)
« Some hae meat and cannot eat.
Some cannot eat that want it:
But we hae meat and we can eat,
Sae let the Lord be thankit. »
(IT)
« Alcuni hanno la carne ma non possono mangiare,
Altri la vogliono e non la possono mangiare:
Ma noi abbiamo la carne e possiamo mangiare,
E sia quindi ringraziato il Signore. »



Dopo il pasto alcuni dei convitati allietano la serata con l'Immortal Memory, un discorso dedicato all'immortale risonanza dell'opera di Burns; il Toast to the Lassies, il "brindisi alle donne", seguito dalla risposta dalla controparte femminile; poesie e canzoni dal repertorio del poeta, generalmente in sintonia con il tema dell'Immortal Memory. 
La serata si conclude con i versi di Burns, cantando la canzone di commiato Auld Lang Syne. 

Insomma ad una Burn Supper tutto ciò che onora la memoria e lo spirito immortale del Bardo è benvenuto anche storie e aneddoti riguardanti Burns e il suo tempo, poesie e canzoni di altri poeti scozzesi, e opere originali composte dai celebranti per l'occasione.



giovedì 10 gennaio 2013

Un Cammeo dedicato a Jane Austen

'Pride and Prejudice' Bicentenary...
1813 - 2013


Jane Austen Cammeo 
montatura in argento

Nel mese delle celebrazioni per il bicentenario della prima pubblicazione del capolavoro di Jane Austen "Orgoglio e Pregiudizio", avvenuta nel gennaio 1813, ho fatto realizzare da un maestro artigiano della mia città un Cammeo con la sua silhouettes.

This month we celebrate the bicentenary of the first publication of the novel 'Pride and Prejudice' a Jane Austen masterpiece. A master craftsman from my town realised a Cameo with her silhouettes.

L’idea è nata mettendo insieme un po’ di 'cose'…
…la  mia passione per Jane Austen;
…la mia città Torre del Greco che è la patria mondiale della lavorazione dei coralli e cammei;
…il mio desiderio di avere un oggetto prezioso legato alla scrittrice;
…il cammeo che è un oggetto d’epoca raffinato elegante molto in voga già durante  l'epoca Regency;
…la preziosità dell’incisione interamente fatta a mano;
…la versatilità dell’oggetto che può essere indossato come spilla o come pendente oppure incorniciato per impreziosire ambienti e pareti...


A me son parsi tutti buoni motivi! :)...

The idea was born for more reason ...
... my passion for Jane Austen;
…I live in a city, Torre del Greco, famous all over the world for corals and cameos craft;
... my desire to have a precious jewel inspired to the writer;
…the cameo that is an object refined and elegant already very popular during the Regency era;
…the preciousness engraving entirely handmade;
…the object that can be worn as a brooch or pendant or framed to decorate rooms and walls ...
  
 They all seem good reasons! :)  

 
Jane Austen Cammeo 
montatura in oro

Oggi posso dire,  dopo varie prove di incisione che il prodotto finito è pronto!
Ovviamente è un’edizione per il bicentenario a produzione limitata disponibile solo su prenotazione.
Per chi è interessato ad averlo può chiedermi informazioni attraverso email
Qualche notizia in più sul cammeo e sulla lavorazione la potete trovare su questo blog che ho dedicato al Cammeo.
Buona visione!:)


Today I can say, after several engravings, that the finished product is ready!
Obviously it is a limited production for the bicentenary available by reservation only.
For those who are interested in it can ask information via e-mail
Some more news on the cameo are available on this blog that I dedicated to Cameo.
Enjoy :)

Pride and Prejudice 
First edition 




venerdì 4 gennaio 2013

La Dodicesima Notte


La notte tra il 5 e il 6 gennaio è la dodicesima notte dal Natale. 
Nell’Inghilterra elisabettiana era una notte dedicata al divertimento e all’allegria che segnava la fine della stagione natalizia. Era un tempo dedicato all’inversione sociale in cui veniva eletto un re che sovrintendeva al disordine caratterizzato da danze, maschere, gioco d’azzardo e travestimenti. I dodici giorni erano il fulcro di una stagione che andava dal 25 dicembre all'Epifania del 6 gennaio.

Storie affascinanti sulla dodicesima notte provengono da molti paesi: dal Medio Oriente ‘patria’ dei Magi le cui palme si piegarono per indicare loro la strada da seguire, alle cerimonie mascherate svizzere, austriache e tedesche propiziatorie per scacciare streghe e spiriti maligni con figure vestire da diavoli e da streghe che vagano per le strade e spazzano la soglia e le stalle con le loro scope per allontanare i demoni.


Twelfth Night, by Isaac Cruikshank**(1794)

In Spagna la vigilia del giorno dei Los tres rejes Magos è il momento in cui i bambini lasciano qualcosa da mangiare fuori le loro case per i re in cambio di doni.
Per commemorare la visita del magi, che portavano i doni al Bambino Gesù, l’Epifania è diventata il giorno  cui fare i regali in particolar modo ai bambini.
In Francia, nel Medioevo, per i festeggiamenti della dodicesima notte veniva preparato un dolce chiamato Gateaux des Rois  o Dolce della Fava dall’usanza di nascondervi una fava o un fagiolo. La persona che trovava la fava veniva eletto re e presiedeva ai festeggiamenti.

Anticamente la dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti, figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. A guidarle secondo alcuni era Diana, dea lunare legata alla vegetazione, secondo altri una divinità minore chiamata Satia (sazietà) o Abundia (abbondanza). La Chiesa condannò con estremo rigore tali credenze, definendole frutto di influenze sataniche. Queste sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni che sfociarono nel Medioevo nella nostra Befana, il cui aspetto, benché benevolo, è chiaramente imparentato con la personificazione della strega (tratto da wikipedia.it)

Twelfth Night, by George Cruikshank***
 London, England, 1845

Alla conquista normanna risale un antichissima tradizione della corona britannica legata alla messa del giorno dell’epifania.
Il 6 gennaio, durante la santa Comunione nella cappella reale di Saint’ James Palace, due uscieri al posto del sovrano, portano oro, incenso e mirra come doni offerti, secondo la tradizione, dai magi a Gesù bambino.
Anticamente i re partecipavano di persona a questa cerimonia fin quando, Giorgio II, sconvolto per la morte di sua figlia principessa Carolina, i cui funerali si sono svolti alla vigilia dell'Epifania nel 1758, incaricò il suo deputato Lord Chamberlain a portare le offerte.
Al giorno d'oggi, le offerte sono fatte da due Signori uscieri della Regina, abbigliati con abiti di sevizio, scortati alla Royal Closet nella Cappella Reale da un distaccamento di guardia del corpo della Regina che entra nella cappella, seguito da un corteo di bambini e Signori della Cappella Reale e i sacerdoti.
L’altare è adornato con un frontale di bianco e oro e con tre piatti d’argento dorato per l’elemosine.
Mentre il coro canta un inno un corteo si forma nel vestibolo e il  Sagrestano conduce  i due uscieri, uno con un vassoio d'argento dorato con venticinque sovrani e l'altro un vassoio con incenso e mirra.
Dopo la cerimonia, l'incenso viene inviato ad una chiesa, mentre la mirra viene mandata a Nashdom Abbey, una comunità benedettina anglicana, che la mescola con quella di sua preparazione. 
Fino al 1859, queste spezie erano presentate in sacchetti di seta, posti su di una scatola di altrettanta seta. Una terza borsa conteneva un sacchetto con un piccolo rotolo di foglia d'oro. Su proposta del Principe Consorte l'oro fu sostituito da 25 nuovi sovrani che vengono convertiti in valuta corrente e donati ad un fondo di beneficenza gestito dalla Cappella Reale.


Title page from First Folio
(Wikipedia.en)

Molta della notorietà e della leggenda intorno alla notte della viglia dell'Epifania è dovuta a William Shakespeare che scrisse tra il 1599 e il 1601 una commedia in cinque atti dal titolo La dodicesima notte o Quel che volete ( Twelfth Night, or What You Will). Tra le varie ipotesi letterarie vi è quella che ipotizza la prima rappresentazione teatrale dell'opera il giorno dell’Epifania del 1601. Le sue origini letterarie della commedia derivano da Gli ingannati, un'opera italiana allestita a Siena dall'Accademia degli Intronati nel 1531.
Ambientata nell'antica regione balcanica dell'Illiria, Twelfth Night racconta una storia di amori e inganni, nella quale i gemelli Viola e Sebastian, a seguito di un naufragio, si trovano a conoscere il Duca Orsino e la dama Olivia.

Orsino e Viola
Frederick Richard Pickersgill*

(1820 - 1900)
(...)
Una sala nel palazzo del Duca
Musica. Entrano Orsino, Duca di Illiria, Curio e altri
Duca: Se la musica è cibo dell'amore suonatene in eccesso, così che, ormai sazia, la mia fame si plachi e muoia. Quel motivo ancora, dalla cadenza che si spegne al fondo; mi giunse all'orecchio simile a un dolce stormire che respira su un cespuglio di viole la cui fragranza esso carpisce ed effonde. Basta, basta così; più non è dolce come prima lo era. O spirito d'amore, così pungente tu sei, e vorace, che se pur'anche tutto accogliere potresti, come il mare, ad ogni slancio, ad ogni audacia sbarri la strada e lo svilisci, e in un solo momento lo distruggi. Tante sono le forme che l'amore crea, che l'amore stesso è fantasia.
[William Shakespeare, La dodicesima notte, traduzione di Nicoletta Rosati Bizzotto, Newton, 1990]

*Frederick Richard Pickersgill (1820 - 1900) è stato un pittore inglese e illustratore di libri. Nato in una famiglia di artisti, è stato ammesso alla Royal Academy Schools nel 1840. Realizzò alcune illustrazioni di libri per le opere di John Milton e di Edgar Allan Poe.

**Isaac Cruikshank (1764-1811), fu un pittore e caricaturista scozzese,  nato a  Edimburgo  ebbe notorietà per la sua satira sociale e politica.

**George Cruikshank (1792 –1878), figlio di Isaac, è stato un illustratore inglese. Fu definito il moderno "Hogarth" dai suoi contemporanei. Le sue illustrazioni per i romanzi di Charles Dickens e di molti altri autori, gli procurarono grande fama durante l'epoca in cui visse.

mercoledì 2 gennaio 2013

Gennaio

                                                                 The Faerie Queene

Margaret Tarrant Illustration

E poi venne il vecchio Gennaio, bene avvolto
in molte nere vesti, per tenere lontano il freddo.
Eppure tremava e rabbrividiva come per calmarsi, 
E soffiava sulle dite come se potesse scaldarle, 
Perché erano intorpidite per avere tenuto tutto il giorno
Un'ascia affilata, con cui aveva tagliato legna, 
E dagli alberi aveva tolto i rami superflui
(...)

Then came old January, wrapped well
In many Weeds to keep the cold away:
Yet did he quake and quiver like to quell,
And blow his Nails to warm them if he may;
For, they were numb'd with holding all the day
An Hatchet keen, with which he felled Wood,
And from the Trees did lop the needless Spray
(...)

(Edmund Spencer, The Faerie Queene. Book VII)


Edmund Spenser (1552 circa – 13 gennaio 1599) fu un poeta britannico. La prima opera che gli diede fama fu una collezione di egloghe chiamata The Shepheardes Calender,  un'opera allegorica scritta dal punto di vista di vari pastori attraverso i mesi dell'anno. Nel 1590 pubblicò i primi tre libri della  Faerie Queene, un lungo poema epico che l'autore stesso definì come un'allegoria.
Per il suo temperamento, Spencer fu considerato la perfetta incarnazione della cavalleria e della cortesia. Partecipò a molti dibatti letterari e quest'opera fu definita una sintesi creativa delle varie correnti morali e intellettuali del suo tempo.
La Regina delle Fate allegoricamente è Elisabetta I: Spencer sperava di assicurarsi un posto a corte pur non condividendo, da perfetto gentiluomo cristiano, molti degli aspetti religiosi del suo regno.
La morte prematura dello scrittore non consentì la realizzazione dei dodici libri previsti: ne  furono pubblicati solo sei volumi e, in ognuno, le virtù cristiane sono rappresentate da sei cavalieri.
La Regina delle fate ha ispirato decine di scrittori, tra cui John Milton, John Keats, James Joyce e Ezra Pound. 

Winifred Margaret Tarrant (1888 - 1959) è stata un illustratrice inglese specializzata in raffigurazioni fiabesche di bambini e soggetti religiosi. Nacque vicino Londra, fu maestra ma poi si dedicò completamente all'arte. Iniziò la sua carriera all'età di 20 anni e la  sua fama e notorietà fu dovuta ai bellissimi disegni tratti dal mondo magico delle fate rappresentato in maniera così realistica da dare l'impressione di esistere davvero!
Illustrò libri per bambini, disegni di  cartoline, calendari e stampe.