sabato 20 gennaio 2018

Arte e leggenda nella Vigilia di Sant'Agnese

La vigilia di Sant'Agnese- Ah, era un freddo mordente! 
Il gufo pur con tutte le sue piume era infreddolito, 
la lepre zoppicava tremando fra l'erbe gelate, 
e silente era il gregge nel lanoso ovile.

Secondo una leggenda popolare tra il 20 gennaio e il 21 gennaio è la vigilia di Sant'Agnese, la notte in cui le giovani fanciulle non maritate possono vedere in sogno il loro sposo. Occorre però seguire un ben preciso rituale: spogliarsi, andare a letto senza cena, e mettere le mani sotto al cuscino senza mai voltarsi indietro. Santa Agnese è riconosciuta come la santa protettrice delle vergini. 

Tradizione e leggenda in due capolavori dell'arte ispirati a questa singolare vigilia: The Eve of St. Agnes dipinta da John Millais (c.a. 1863) e descritta nella poesia di John Keats pubblicata nel 1820.

The Eve of St. Agnes, Victoria and Albert Museum, London (link)

Il dipinto di Millais mostra la sua eroina in procinto di spogliarsi per recarsi a letto. Modella dell'opera fu la stessa moglie di Millais, Effie Gray in posa davanti al letto in cui dormì re Giacomo I. La scena è ambientata in una camera di Knole Park una grande residenza jacobita situata in Sevenoaks nel Kent.
La poesia di Keats racconta della giovane Maddalena che in attesa di vedere il suo sposo Porfirio, non voluto dalla sua famiglia, pensa in sogno di accoglierlo nel suo letto e  non si accorge che in realtà lui si è davvero intrufolato di nascosto nella sua stanza con l'aiuto di una vecchia. Accortasi della verità, a Maddalena non resta che fuggire con il suo amato. 

Brano tratto da "La Vigilia di Sant’Agnese"
di John Kets

(...)

XXIV

V’era un’alta finestra a triplice arco,
tutta inghirlandata d’intagliate fantasie
di frutta e fiori e mazzetti di cento nodo,
e con rombi di vetro in raro stile, 
con innumerevoli macchie e tinte splendide, 
come sono le oscure damascate ali de la farfalla caia, 
e nel mezzo, fra mille segni araldici,
e santi a tinte lievi, e offuscate insegne,
istoriato uno scudo rosseggiava pel sangue di regine e di re.

XXV

Piena su questa finestra splendeva l’invernale luna,
e gettava calde rosse tinte sul bel seno di Maddalena,
mentre in ginocchio pregava per la grazia e i doni del cielo;
il colore de la rosa cadea su le mani insieme congiunte, 
e su la sua argentea croce soave ametista, 
e su’ suoi capelli una gloria, come di santa:
ella, parea un angelo splendido, appena approntato,
fuor che l’ali, pel cielo: - Porfiro illanguidì:
ella così inginocchiata, era cosa tanto pura, tanto immune da macchia mortale.

XXVI

Presto il cuore del giovane si ravviva: detti i vespri,
da tutte le intrecciate perle le chiome ella scioglie;
sfibbia i suoi riscaldati gioielli uno per uno;
e dislaccia il corpetto fragrante; lentamente 
la ricca veste scivola frusciando a’ suoi ginocchi: 
semicelata come una sirena fra l’alghe del mare,
pensosa rimane e desta sogna, e vede, 
con la fantasia, la bionda Sant’Agnese nel suo letto, 
ma non osa volgersi indietro, altrimenti tutto l’incanto svanirebbe

XXVII

Tosto, tremando nel suo soffice e gelido nido, 
in una specie di desto svenimento, perplessa ella giacque, 
fin che l’oppiato tepore del sonno non oppresse 
con la sua dolcezza le sue membra, e l’anima affaticata, 
fuggita, come un pensiero, fino al giorno seguente, 
beatamente difesa dal dolore e da la gioia insieme,
chiusa come un messale su cui i negri Pagani pregano,
resa cieca insieme a la luce del sole e de la pioggia,
come se una rosa si chiudesse e divenisse un boccio ancora.

XXVIII

Giunta furtiva a questo paradiso, e così estasiato, 
Porfiro affisò le vuote vesti, 
ed ascoltò il respiro se mai avvenisse 
che si destasse in una sonnolente tenerezza, 
e quando la udì, ei benedisse quell’istante
e respirò: poi uscì dal suo nascondiglio 
silenzioso come la paura in un vasto deserto, 
e sul tacito tappeto, silente ei venne, 
e fra le cortine fe’ capolino, ove, mira! – come profondamente ella dorme.

XXIX

Indi accanto al letto, ove la pallida luna
faceva un tenue argento crepuscolo, piano ei pose
una tavola, e quasi vinto dall’ansia, gettò su di essa 
una covertura d’intessuto cremisi, oro e giavazzo: – 
oh avere un sonnifero amuleto di Morfeo!
Il tumultuoso chiarino de la notturna festa,
il timballo e il clarinetto che spande lontano la voce,
spaventano il suo orecchio, benché in morente concento:
la porta del vestibolo si chiude ancora, e tutto il frastuono è finito.

XXX

Ed ella ancora dormì un dolce sonno fra l’azzurre sue palpebre,
fra i bianchi lini, lisci e di lavanda fragranti,
mentr’egli dal suo nascondiglio portò fuori un mucchio 
di mele e cotogne e zucca e susine candite
con gelatine più gustose che il cremoso latte rappreso,
e limpidi sciroppi tinti con cinnamomo, 
manna e datteri, su navi trasportati
da Fez, e tutte le drogate cose squisite che si trovano
da la serica Samarcanda fino al cedrifero Libano. 

giù per l’ampie scale una buia via essi trovarono, - 
in tutta la casa non fu udito suono umano.
Una lampa a una catena pendula guizzava ad ogni porta,
gli arazzi, ricchi di cavalieri, di falchi e di segugi,
fluttuavano ne l’assediante tumultuare del vento,
ed i lunghi tappeti si sollevavano lungo il ventoso suolo.
Essi trascorrono, come fantasmi, ne l’ampio atrio,
come fantasmi, al portico di ferro, essi trascorrono,
ove giacea il custode, in incomoda postura,
con una larga e vuota boccia a lui d’accanto;
il vegliante cane di guardia si levò, e scosse la sua cute,
ma l’occhio sagace uno de la casa lo riconosce:
uno per uno i chiavistelli agevolmente scorrono,-
le catene giacciono silenti su le pietre da i passi consunte,-
la chiave gira, e la porta su i cardini stride.

(traduzione dal sito della Keats Shelley House di Roma) 


sabato 9 dicembre 2017

I Misteri di Chalk Hill

"Sollevò la testa e guardò in alto,verso il cielo, verso la luna. 
Poi allargò le braccia, come ad accogliere la notte"


Ho appena finito di leggere questo libro e francamente mi è proprio piaciuto. 
Uscito in Italia nel 2015 I Misteri di Chalk Hill di Susanne Goga (Giunti Edizioni) è un romanzo pieno di mistero e di romanticismo da leggere tutto d' un fiato davanti ad un camino acceso con una bella tazza di tè fumante tra le mani e un albero di Natale luccicante accanto.
Ambientato nelle colline del Surrey alla fine dell'800, il romanzo è un omaggio a Jane Eyre, come la stessa autrice dichiara in una intervista, e si svolge 50 anni dopo.
La storia è quella di Charlotte, un'istitutrice tedesca, che per sfuggire alle ombre della sua vita si reca in Inghilterra nella tenuta di campagna di Sir Andrew Clayworth un ricco parlamentare alla ricerca di una nuova istitutrice per la propria figlia Emily di otto anni.
Charlotte deve subito fare i conti con una situazione molto complessa. Emily ha di recente perso la madre, è convinta di vederne lo spettro e soffre di incubi notturni. Ha un genitore enigmatico ed è circondata da persone che serbano segreti e misteri. 
L'amore per la bambina porta l'istitutrice ad indagare su ciò che può essere accaduto prima del suo arrivo a Chalk Hill  e con l'aiuto di Thomas, un giornalista e critico molto affermato, affronterà una verità sconvolgente.

In questo video l'autrice presenta il libro...




mercoledì 22 novembre 2017

Cara Zia Jane


Oggi vi consiglio due libri diversi ma entrambi riconducibili alla stessa persona: James Edward Austen-Leight  (1798-1874), nipote di Jane Austen, figlio di James, fratello maggiore di JA, e di Mary Lloyd, la sua seconda moglie.  
Edward nacque nel 1798 ed ebbe il tempo di conoscere e frequentare la sua cara zia. Fu reverendo come suo padre e suo nonno e sposò, il 16 dicembre 1828, Emma Smith dalla quale ebbe dieci figli. Divenne poi l'erede della proprietà del prozio James Leigh-Perrot, eredità che gli consentì l'aggiunta di 'Leigh' al suo cognome. 
Come nipote di JA fece tesoro dei suoi ricordi giovanili, contattò discendenti che l'avevano conosciuta e riuscì a raccogliere un bel po' di materiale biografico sulla  'cara zia Jane'. Il 16 dicembre 1869 (1870) pubblicò la prima edizione dei Memoirs of Jane Austen  seguita nel 1871 da una seconda e una terza con contenuti inediti.


I Memoirs sono stati pubblicati in italiano in diverse edizioni tra cui quella più recente della 'Biblioteca di Repubblica e l'Espresso' uscita in edicola la scorsa estate. 




Personalmente preferisco il testo tradotto da G. Ierolli pubblicato nel 2012 (in pdf sul sito www.jausten.it e in versione stampata sul ilmiolibro.it) dal titolo Ricordo di Jane Asuten e altri Ricordi familiari (esiste anche un'edizione pubblicata da Elliot). 
E' il testo più completo e raccoglie tutti i ricordi scritti dai familiari tra cui, oltre a Edward, troviamo quelli della sorellastra Anna (figlia di James fratello maggiore di JA e della sua prima moglie), della sorella Caroline (figlia di James e della sua seconda moglie), la 'Biographical Notice of the Author' scritta da Henry Austen (fratello di JA) e una rielaborazione della suddetta nota. 

I Memoirs è considerato una base per le biografie austeniane, non di certo un testo esauriente sulla materia, ma comunque interessante per aneddoti, informazioni su JA, della vita familiare, del suo lavoro di scrittrice e del tempo in cui ella visse.
Nell'edizione originale dei Memoirs fu inserita una rivisitazione dell'unico ritratto a noi pervenuto eseguito  dalla sorella Cassandra presumibilmente nel 1810 (originale conservato presso la National Portrait Gallery di Londra)
Jane Austen by Cassandra Austen,
 pencil and watercolour, circa 1810
© National Portrait Gallery, London link
Ma se nel suo Memoirs Edward raccolse le sue memorie e quelle di altri, a sua volta ha avuto il privilegio di avere le sue creazioni raccolte in un'edizione molto particolare: si tratta di Life in the Country: With Quotations by Jane Austen and Silhouettes by Her Nephew James Edward Austen-Leigh by Freydis Welland pubblicato nel 2015 in prima edizione e nel 2018 in seconda. (Libro solo in inglese!)


Il libro è una raccolta di silhouettes accuratamente eseguite dalla stesso Rev. Edward abile disegnatore come la stessa Jane scrisse in una lettera alla nipote Caroline. 
"We were quite happy to see Edward, it was unexpected pleasure, and he makes himself as agreeable as ever, sitting in such quite comfortable way making his delightful little Sketches".
(from letter of Jane Austen sent to Caroline Austen, Thursday, January 23, 1817)
Albero genealogico degli Austen link
Con il tempo Edward perfezionò la raffinata arte delle silhouettes creando immagini evocative del paesaggio in cui viveva e dei suoi abitanti. Di questo suo grande talento ne fece una passione di vita che negli anni migliorò sempre più fino ad arrivare ad eseguire tagli con grandissima perfezione e precisione. Parte delle sue silhouettes furono realizzate intorno alla metà del 1830 per il divertimento dei propri figli. 


Sebbene la cara zia Jane non visse tanto a lungo da poter vedere queste  piccoli capolavori,  in questo testo le silhouettes sono mostrate con delle brevi citazioni tratte dai suoi romanzi o dalle sue lettere e portano in luce quasi sempre ironia e umorismo.




Sarà che a me piacciono moltissimo le silhouettes o che trovo utile tutto ciò che racconta Jane Austen  (ogni testo che la riguarda aggiunge un tassello alla nostra inesauribile sete di  conoscerla meglio), consiglio questo libro come piccolo gioiello per collezionisti di libri da sfogliare, leggere ed ammirare in onore della cara zia Jane.

martedì 14 novembre 2017

The Lady of the Lakes


Se come me amate Beatrix Potter e non potete fare a meno di leggere, parlare, vedere qualcosa che la riguardi The Lady Of Lakes è un cortometraggio che fa per voi! 
Se non la conoscete, mai sentita (difficile per chi legge il questo blog!) e pensate che sia solo una scrittrice per bambini allora dovete vederlo comunque perché è un piccolo ma bellissimo omaggio a questa scrittrice fantastica che è impossibile non amare!

 scena tratta da The Lady  of Lakes

Diretto da Olivia Frost una giovane studentessa dell'Università di Bristol, The Lady of Lakes è dedicato alla donna che più di tutte ha lasciato un segno nella storia del Lake District (e non solo): Beatrix Potter. I proventi della pubblicazione dei suoi racconti sono stati tutti reinvestiti in acquisti di terreni e fattorie così da sottrarli alle speculazioni edilizie dell'epoca! Oggi tutto è di proprietà del National Trust!
Olivia Frost ci regala un cortometraggio bello, semplice, con delle vedute spettacolari! 
Il film è la storia di Beatrix e della sua terra dove le tradizioni vanno tramandate e gli animali vanno tutelati e protetti (Beatrix fu una grande allevatrice delle pecore Herdwick). La Frost, amante della natura vede in Beatrix colei che seppe inseguire i suoi sogni e le sue passioni contro il volere di altri. 

scena tratta da The Lady  of Lakes

Beatrix ebbe un' infanzia in un agiata famiglia, lottò contro i pregiudizi dell'epoca verso le donne scrittrici, affrontò la tragedia della morte del suo amato editore, lasciò definitivamente la sua città per recarsi nel lontano nord, incontrò speculatori edilizi con i quali seppe fronteggiare con orgoglio e determinazione ed infine seppe trovare pace e l'amore nel Lake District. Ed è proprio qui che ha saputo costruire il suo più grande capolavoro: la preservazione della terra al suo stato naturale per donarla ai posteri e all'umanità intera!
Questo short film è un vero omaggio a quella terra, ben diretto, ben recitato e soprattutto, come la stessa autrice ha dichiarato, è un vero messaggio diretto ai giovani per invitarli a preservare, rispettare la natura e lottare per le proprie passioni e i propri  sogni. Proprio come la storia di Beatrix.
Buona visione!:)

Per vedere the Lady of the Lakes questo è il link 
The Lady of the Lakes from Olivia Frost on Vimeo.


Narration: Alison Campbell 
Music: Jessie van den Boorn and Audio Network
Photography: Olivia Frost, Stephen Matter, Nardine Groch
Aerials: Simon Handley and Alex Meacock
Stills photography: Alice Owen
Student short film made for the MA Wildlife Filmmaking Degree at UWE Bristol

domenica 12 novembre 2017

Ai Piani Bassi

Einaudi Editore, 2012

Per tutti gli appassionati del genere Downton Abbey (e non solo) ai Piani Bassi (Below Stairs) è un libro da non perdere in quanto è proprio fonte di sua ispirazione!
Il libro si basa sul racconto autobiografico di Margaret Powell, una giovane donna che sin da giovanissima iniziò la sua lunga carriera al servizio di ricche famiglie britanniche.
Below Stairs fu pubblicato per la prima volta nel 1968 e vendette 14.000 copie nel primo anno! In Italia il romanzo è stato pubblicato da Einaudi nel 2012. 
Margaret Powell nacque nel 1907 in una famiglia numerosa e povera (il padre lavorava saltuariamente come pittore e la mamma domestica), e trascorse la prima infanzia in una piccola casa a Howe nel Sussex aiutanto la mamma nella cura e nelle faccende di casa.
Sebbene a  13 anni dimostrò abili doti scolastiche fu costretta ad abbandonare gli studi e a trovare un primo lavoro in una lavanderia di un albergo di Brighton. Successivamente incominciò il duro lavoro di sguattera poi di aiuto cuoca ed infine di cuoca presso differenti famiglie.

La servitù nella seie TV Downton Abbey


Ai Piani Bassi è un libro che si legge tutto d’un fiato perché è scritto con semplicità ma anche con una grande ironia da questa donna che seppe affrontare sacrifici e costrizioni nella speranza che tutto un giorno sarebbe andato per il meglio. E in parte così fu perché il suo matrimonio con Albert Powell, un giovane lattaio, segnò la fine del suo lavoro al servizio.

'Prima ancora che mi sedessi a bere il tè, 
mi mostrarono l'elenco dei miei doveri. 
Li' per lì, pensai che si fossero sbagliati. 
Per fare tutto ci volevano almeno sei persone'.

Margaret Powell ci accompagna in un viaggio nel mondo delle divisioni di classe, nei privilegi dei ricchi e nei sacrifici dei poveri. Da un lato i ricchi, eleganti, ben nutriti, spesso impegnati a fare nulla, dall’altro gli umili servi, mal pagati, affamati, infreddoliti, costretti a turni di lavoro dalle prime luci dell’alba fino a notte fonda. La divisione epocale tra ‘loro’ e ‘noi’ segnò un' epoca.
Alla fine della seconda guerra mondiale, con tre figli abbastanza grandi Margaret ritornò al servizio. Morì nell’aprile del 1984 lasciano una considerevole somma in eredità.




Nel 2012 la BBC ha prodotto un bellissimo documentario in 3 puntate della prof. Pamela Cox. Il titolo è Servants: The True Story of Life Below Stairs (copiate il titolo ed inseritelo su you tube – versione solo in inglese)
La Cox ricostruisce la vita al servizio dalla fine dell’800 cercando le origini di tanti, come lei, discendenti di uomini e donne domestici al servizio di ricchi aristocratici. Le tre puntate sono un vero e proprio viaggio tra dimore, pannelli con i campanelli, corridoio nascosti, cucine e tanto altro ancora. C’è anche una breve e significativa testimonianza proprio di Margaret Powell. Assolutamente da vedere anche se purtroppo non credo che sia mai stato doppiato in italiano.